Intervista su Il Sole 24 Ore.com
IlSole24ORE.com del 09/03/2007Operatore nel settore delle telecomunicazioni e provider di servizi di connettività per le imprese e i consumatori privati, Intratec è una piccola (22 i dipendenti impiegati nella sede di Roma) e giovanissima società (è nata nel 2004) che vuole sfidare i grandi nomi in un settore ormai molto "caldo" anche in Italia, quello della voce su Ip. I dati più recenti relativi a questo mercato parlano infatti di 50.000 imprese attive in Italia su questi servizi, più del doppio rispetto al 2003, e nel 2010 si stima che il 23% del traffico telefonico residenziale passerà su linee Voip.
Piattaforma software sviluppata in casa e asset di rete centro di Customer Support proprietari sono il fiore all'occhiello di una realtà che sul mercato presenta le proprie soluzioni di comunicazione voce e dati, su reti fisse e wireless, con marchio Vira; le vendite di servizi di Intratec sono aumentate del 38% tra fine 2005 e maggio 2006 e questo ha contribuito a portare il fatturato (a fine dicembre scorso) nell'ordine dei 1,2 milioni di euro. Il futuro prossimo della società romana avrà due snodi importanti: la quotazione all'Aim (Alternative Investment Market) di Londra, il listino azionario dedicato alle piccole e medie imprese europee, prevista entro la fine di quest'anno e l'espansione sui mercati internazionali che ha preso il via lo scorso autunno con la distribuzione del softphone Piperito (il software scaricabile da Internet per le chiamate voce/video in chat fra utenti abilitati) in Spagna e Sud America e che nel 2007 verrà estesa ad altri Paesi in Europa e Asia. All'utenza business e consumer Intratec rivolge quindi soluzioni Voip, connettività dati a banda larga su linee Adsl in unbundling (viene meno cioè la necessità di pagare il canone a Telecom Italia) e servizi di intrattenimento on line che spaziano dalla Web Tv fino al dating (per la ricerca dell'anima gemella) e al gambling (per scommettere e giocare in una sorta di Casinò virtuale).
A Giovanni Prignano, fondatore e Ceo di Intratec, l'edizione on line del Sole24ore ha chiesto di fare una veloce panoramica sullo stato dell'arte del Voip in Italia.
Come giudica lo sviluppo della telefonia su Ip nel nostro Paese?
Il Voip in Italia è una tecnologia non ancora diffusa come dovrebbe essere, al cospetto dei Paesi più tecnologicamente evoluti. C'è però un incremento costante nell'utilizzo di questi servizi e le aziende che li hanno adottati sono molto soddisfatte.
Merito della popolarità di Skype?
Skype non ha aiutato, paradossalmente, lo sviluppo del Voip in azienda per le sue intrinseche modalità di utilizzo, e cioè la necessità iniziale di ricorrere al pc per telefonare via Internet. In ambito consumer le novità vengono recepite a velocità diverse, l'impresa è destinata ad adottare i servizi Voip utilizzando le apparecchiature già esistenti, e quindi centralini e telefoni. Non può essere il pc a fare da strumento primario per la comunicazione voce.
Quale la barriera da superare per pensare a una diffusione estesa della comunicazione su Ip?
Serve una maggiore comprensione dei benefici legati a questi servizi, che vanno ben oltre gli inferiori costi del traffico telefonico. Il Voip ha imposto ai carrier telco la revisione verso il basso delle tariffe voce e il gap sui costi oggi non può più essere determinante per lo sviluppo della domanda.
Quale quindi i veri driver?
La disponibilità di servizi avanzati di comunicazione su Ip, quali centralini remoti o soluzioni di video conferenza, capaci di collegare più utenti distribuiti, di strumenti di telemarketing e di un'offerta che porti a integrare sistemi di Crm e contact center. E poi soluzioni per portare il Voip su terminali mobili e computer palmari, sfruttando tutte le potenzialità del protocollo multimediale Sip.
Chi investe, oggi in Italia, in Ip coomunications?
Le aziende di nuova costituzione sono orientate tutte o quasi alla telefonia su Ip, nelle vecchie, e soprattutto in quelle dove non c'è uno sviluppo tecnologico legato all'attività di business, c'è ancora una sorta di diffidenza e serve tempo affinché possano maturare la la consapevolezza che serve per investire in questi servizi. Il manufacturing è il settore con più criticità, i servizi sono quello più sensibile.
Come si sceglie il provider ideale? Telecom Italia o Fastweb, Cisco o Alcatel, uno specialista come Intratec?
La differenza la fa il rapporto con il cliente e la capacità di personalizzare il servizio offerto. Noi ci proponiamo come provider indipendenti che comprano banda dagli operatori di rete e apparati dai fornitori di networking. Il valore aggiunto si porta con livelli di servizio innovativi e tempi di reazione e implementazione molto veloci.
Il mercato dei servizi di connettività in Italia è particolarmente frammentato ma il mercato è nelle mani di pochi nomi noti: può cambiare qualcosa in futuro?
Mi auguro che si concretizzino progetti di cooperazione fra piccoli e medi operatori, anche se in Italia questo è un fenomeno limitato. Come Intratec stiamo valutando l'opportunità di creare un consorzio nell'area dei servizi Wi-Fi.
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