Ict. Rapporto Eito: «Il mercato continentale si è svegliato»: Italia indietro
Nel software l'Europa batte gli Usa
16-05-2007 12:00
Il mercato europeo delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (Ict) cresce in alcuni settori più velocemente degli Stati Uniti.
L'Italia è in ripresa ma a tassi inferiori a quelli europei. I mercati asiatici, Cina e India in particolare, si confermano quelli a maggior tasso di crescita. È quanto emerge dal 15^rapporto Eito (European information technology observatory), presentato ieri alla Casa del Cinema.
«L'Europa dell'Ict si è svegliata — sottolinea Bruno Lamborghini, presidente di Eito — con una crescita del 4,7% nel 2008 sul 2007,rispetto al 3,7% del 2007 sul 2006. I nuovi stati membri dell'Ue hanno incrementi superiori, tra il 7 e il 12%. Queste cifre saranno riviste al rialzo per la crescita dell'economia ». A trainare il mercato europeo sono il software e i servizi applicativi, settori dove l'Europa cresce più degli Stati Uniti. L'Italia è un po' indietro (2,9% è la crescita dell'Ict stimata da Eito nel 2008 sul 2007)ma è uscita dalle fase recessiva. Il mercato europeo dell'Ict (Ue più Norvegia e Svizzera) vale 680 miliardi di euro, il 33%diquello mondiale.
A trainare la ripresa europea sono: la convergenza digitale «attorno all'utente finale», il protocollo internet in tutte le reti, la ripresa dell'hardware, la spinta del web 2.0 e dei contenuti autoprodotti nella rete. Ferme al palo, o quasi, le telecomunicazioni fisse (+1,1% medio, con la Germania a crescita zero dal 2006 al 2008). Le tlc fisse potranno però compensare il calo del mercato voce con i servizi e i contenuti digitali. Tra i mercati nazionali,la Spagna svetta nei servizi relativi alle tecnologie dell'informazione, con una crescita del 9,2% nel 2007 sul 2006 rispetto all'1,9% italiano.
Il problema nazionale sta nella bassa percentuale degli investimenti in ricerca e sviluppo anche nell'Ict. Il settimo programma quadro della commissione Ue per la ricerca ha stanziato per l'Ict oltre nove miliardi di euro per sette anni (2007-2013) sui 32 destinati alla ricerca.
Il ministro delle comunicazioni, Paolo Gentiloni, ricorda gli obiettivi, da confermare nel Dpef: prima di tutti la diffusione della banda larga, «il cui obiettivo di legislatura è il servizio universale», per superare il digital divide «di territori più vasti di quell'1112% di popolazione che ne è priva». «Nei collegamenti radiomobili — continua Gentiloni — va colmato il piccolo ritardo con la banda larga: in estate lanceremo il bando per le licenze wimax». Secondo Eito, in Europa a fine 2007 vi saranno 82,7 milioni di linee adsl. L'Italia salirà a quota dieci milioni, al quarto posto in Europa, con un tasso di crescita annua fino al 2010 (+16%) allineato alla media Ue.
Estratto da: Il Sole-24 Ore
sezione: ECONOMIA E IMPRESE
data: 2007-05-16 - pag: 24
autore: Marco Mele
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